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Truffa la sua ex moglie per avere una fideiussione

È il reato per cui è indagato un imprenditore insieme alla nuova compagna. Avrebbe usato il nome della compagna da cui era separato, a sua insaputa. Aveva bisogno di soldi per la sua attività imprenditoriale.

Così s’è ricordato dell’ex moglie,non per chiedere legittimamente il favore di una “garanzia”, ma per poter “spendere” il suo nome ottenendo un prestito che altrimenti non avrebbe incassato, grazie a una fidejussione imputata alla consorte di un tempo. Ma a sua insaputa. Così rischiano di finire a processo in due, Tiziano Ernesto Buttazzi, 49enne residente a Oderzo nel Trevigiano in calle Eno Bellis, e la fidanzata Iuliana Tarbus, 28enne di origine romena, residente sempre a Oderzo in via Di Calcutta, entrambi indagati per concorso in truffa aggravata dal fatto di aver provocato un danno patrimoniale di rilevante gravità. Il pubblico ministero padovano Benedetto Roberti ha chiuso formalmente l’inchiesta e si prepara a sollecitare il processo a carico dei due.

Tutto nasce dalla denuncia della signora chiamata in causa, l’ex moglie di Buttazzi: ormai da tempo i rapporti sentimenali erano chiusi fra marito e moglie. A suggellare la distanza sul piano personale, anche la separazione pronunciata nel 2011. Eppure il 19 aprile 2013 Buttazzi e Tarbus si recano negli uffici di Sfa Servizi con sede a Padova in via Savelli, società che da oltre 20 anni aiuta gli imprenditori nella scelta dei finanziamenti più idonei alle loro necessità, forte di consolidati rapporti con diversi istituti di credito. La donna consegna la propria carta d’identità e sottoscrive una fidejussione a favore di Buttazzi del valore di 101.824 euro per fargli incassare un vantaggioso e consistente prestito. Ma la carta è taroccata: la fotografia corrisponde alla giovane romena, mentre i dati identificativi si riferiscono all’ex moglie del compagno.

 

di Cristina Genesin

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