Assenteismo

Assenteisti all’Atac scoperti dagli Investigatori Privati

I tre dipendenti dell’azienda capitolina del trasporto pubblico invece di controllare i cantieri restavano a casa. Finiti a processo con l’accusa di truffa.

05 aprile 2014
Sono arrivati a mettere alle loro calcagna degli investigatori privati. Per inchiodarli alle loro responsabilità e avere la prova certa delle loro assenze ingiustificate li hanno fatti seguire per giorni, per poi metterli con le spalle al muro. Protagonisti della vicenda sono tre dipendenti assenteisti dell’azienda di trasporto pubblico Atac.

I tre sono finiti a processo con l’accusa di truffa, per essersi presentati sul posto di lavoro in ritardo, per essersi allontanati in anticipo senza autorizzazione e per aver collezionato una serie di buchi di ore all’interno dell’orario lavorativo, attestando falsamente di essere in servizio.

Nell’estate del 2008, i tre dipendenti di Atac Patrimonio, geometri con ruoli di responsabilità e il compito di andare sui cantieri quando richiesto, in ben 17 episodi avrebbero tirato un po’ troppo la corda. Stando alle contestazioni del pubblico ministero Marcello Cascini i tre, deputati al lavoro in esterna e liberi, quindi, dal passare il badge, in quanto dovevano compilare solo un modulo da consegnare in segreteria, il più delle volte, pur risultando in servizio dalle 8 di mattino “di fatto risultavano altrove” fino a diverse ore più tardi.

In alcuni casi le ore di assenza sarebbero arrivate a coprire quasi l’intera giornata lavorativa, e così, uno dei tre, “il 27 giugno del 2008 pur risultando in servizio dalle ore 7,44 alle 15,30, di fatto risultava altrove dalle ore 10,27 alle 15,30, per svolgere sue incombenze personali”. Che siano andati al mare o in palestra poco importa, quello che è certo è che l’Atac si è costituita parte civile al processo, perché danneggiata dall’aver retribuito i dipendenti ingiustamente, per prestazioni d’opera non effettuate.

La vicenda risale all’estate del 2008. Nei cantieri Atac di Ponte Mammolo, Anagnina e piazza Bologna gli operai mormorano perché alcuni loro colleghi non si presentano in tempo al lavoro. L’azienda fa partire subito un’indagine. In particolare vengono individuati tre operatori, due responsabili degli impianti e servizi e un direttore dei lavori. Per l’azienda non è abbastanza. L’Atac contatta due società investigative, che mettono alle loro calcagna un agente. Dopo averli pedinati per giorni, il risultato è palese: uno di loro non va al lavoro, gli altri due, invece, sono sempre in ritardo. Proprio uno di questi, responsabile degli impianti

e dei servizi in un cantiere, è stato interrogato in aula dal pm. Alla domanda sul perché una mattina non stesse a lavoro pur figurando in servizio si è giustificato: “Ero andato al cantiere ma sono dovuto tornare a casa perché mi ero sporcato i pantaloni”.

di Francesco Salvatore

FONTE Repubblica.it

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentiti libero di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *