separazione

Il coniuge che non paga l’assegno rischia il carcere

È recente l’affermazione dell’obbligatorietà dell’assegno di mantenimento a moglie e figli in tutti i casi, anche in un contesto di un provvedimento provvisorio di separazione tra i coniugi. Il mancato adempimento costituisce dunque la violazione di una norma penale che prevede una multa o il carcere fino a un anno.  Continua a leggere

Ex coniuge accusata di impropriazione indebita

È recente la notizia di un’avvocata di Cittadella, in provincia di Padova, che spendeva l’assegno di mantenimento dell’ex marito, per la cura dei figli, in beauty farm ed altri negozi. La donna al momento è accusata di impropriazione indebita, poiché gli assegni di 3 mila euro mensili per il mantenimento della prole venivano utilizzati dalla stessa per tutt’altro.

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doveri coniugali

Doveri Coniugali secondo l’art. 143 Codice civile

Con il matrimonio il marito e la moglie acquisiscono i medesimi diritti e doveri. Continua a leggere

Whatsapp

Chat di Whatsapp come prova

Attualmente l’utilizzo di Whatsapp è sempre più frequente e diffuso tra tutte le fasce di età.

Siamo consapevoli che queste chat potrebbero costituire delle prove fondamentali in sede di giudizio. Tale possibilità è stata definita dalla Corte di cassazione all’interno della sentenza 49016/2017. La sentenza in questione ha previsto la possibilità di utilizzare i contenuti di una conversazione solamente se acquisiti tramite supporto telematico o figurativo.

Secondo l’art. 234 del Codice di Procedura Penale si afferma che:

 

  1. E’ consentita l’acquisizione di scritti o di altri documenti che rappresentano fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo (…).

 

La CSZ Investigazioni, attraverso l’utilizzo di specifiche attrezzature, è in grado di acquisire fotogrammi, file audio/video e conversazioni presenti all’interno di un dispositivo e presentabili in sede giudiziale.

tradimento

Si può divorziare per delle email?

Le semplici email, se non contestate in modo specifico, servono per dimostrare il tradimento.

Le email inviate al presunto amante possono giustificare una domanda di divorzio con addebito. Non serve la prova della consumazione di un atto sessuale, ossia del tradimento anche “fisico”. È sufficiente il testo contenuto all’interno della posta elettronica “semplice” per smascherare il tradimento del coniuge. È questo il chiarimento offerto da una interessante sentenza della Cassazione di due giorni fa [1]che avverte: si può divorziare per delle email. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di fare il punto della situazione. Continua a leggere