frode alimentare

Corso di aggiornamento a Roma contro le illegalità nel mondo delle Dop

Si svolgerà a Roma dal 30 marzo al 3 aprile il corso sulle “Tecniche investigative per la garanzia della sicurezza alimentare e la tutela dei prodotti e dei marchi Dop, Igp, Doc e Docg”. Il corso, organizzato da Irvea (Istituto per la Ricerca e la Valorizzazione delle Eccellenze Agroalimentari), Carpi Investigazioni e Lex Alimentaria, col patrocinio dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio, “nasce”, spiegano gli stessi organizzatori, “dall’urgenza di porre un argine alle frodi e contraffazioni degli alimenti, alle importazioni clandestine e alla concorrenza sleale”, tutti fenomeni in crescita sia in ambito nazionale che comunitario.

Premesse
Per contenere i potenziali effetti della frode alimentare sulla fiducia dei consumatori, sulla sicurezza degli alimenti, sulla stabilità dei prezzi agricoli e sul funzionamento della catena alimentare, le istituzioni europee sono già impegnate su più fronti, attraverso un rafforzamento del quadro giuridico e operativo di riferimento.
“La limitatezza delle risorse pubbliche e le dimensioni del fenomeno impongono”, secondo l’Irvea, “la centralità degli informatori per portare alla luce pratiche fraudolente nel settore alimentare. Non è un caso che il Parlamento europeo, con la risoluzione adottata il 14 gennaio 2014 sulla crisi agroalimentare, le frodi e il loro controllo, abbia invitato gli Stati membri a creare le condizioni favorevoli per consentire agli informatori di denunciare le cattive pratiche in modo sicuro e anonimo”.

Con queste premesse, il corso mira alla formazione e al perfezionamento di figure professionali dotate di competenze tecniche e giuridiche nelle attività d’indagine e di investigazione in ambito alimentare, con particolare riferimento alla gestione dei marchi agro-alimentari e al contrasto delle frodi e delle contraffazioni. In altre parole, in un mercato sempre più complesso e problematico non si potrà operare fattivamente se non attraverso una rete di professionisti in grado di acquisire concretamente gli elementi probatori attua ridurre i tempi processuali offrendo vantaggi alle aziende e ai consorzi di tutela, per un’efficace azione giudiziaria, penale e civile a tutela dei danni subiti.

Il corso
Articolato in tre giorni di formazione e una tavola rotonda conclusiva (il programma completo lo si può scaricare cliccando qui, pdf 2,3Mb) si incentrerà sui temi delle regole di mercato e sulle “best practices” operative relative alla investigazione sulle frodi, fornendo le precisazioni in tema di verifica della conformità, individuazione delle frodi più comuni, contestazione (corretta) e repressione penale degli illeciti.

Il corso si rivolge a tutti gli operatori del settore, ai tecnologi alimentari, ai veterinari, ai biologi, agli agenti vigilatori, agli auditori e agli operatori nel ruolo tecnico e ausiliario, a supporto dei vari organismi di controllo, certificazione e investigazione pubblica e privata del settore agroalimentare e dell’autorità giudiziaria. L’iniziativa romana dell’Irvea tornerà utile anche per i vari Corpi di Polizia e gli organismi pubblici e privati impegnati nella lotta e nel contrasto alle frodi e alle contraffazioni dei prodotti e dei marchi.

Un sistema che non sempre tutela il consumatore
Con tutti questi sforzi per operare meglio le azioni di contrasto all’illegalità, e con tutte le strutture (consorzi) e sovrastrutture (associazioni tra consorzi) che si sono create, servirebbe ora – ma ci appare più utopia che speranza – che i disciplinari di produzione venissero meno modificati nel tempo (e solo nella direzione dei miglioramenti a vantaggio dei consumatori), meno adattati alle esigenze industriali, all’accrescimento dei livelli produttivi, alle standardizzazioni e che – in altre parole – si rammentassero e tutelassero i presupposti che hanno portato alla creazione di questi strumenti.

Il mondo delle Dop ha già visto e patisce tuttora situazioni in cui si sono usati conservanti di sintesi (E239, a rischio tumorale), si è marchiato “alpeggio” con vacche in stalla (pur che sopra i 900 mt slm), il legame con il territorio è stato assicurato da un misero 10% di foraggio locale e molto altro ancora. I consumatori, si sa, si informano poco o niente, ma non ci sembra questo un buon presupposto per raggirare la loro buonafede. Quindi ben vengano in futuro ispettori più preparati e un sistema meglio funzionante per contrastare gli illeciti, ma si guardi anche a monte delle filiere per non depauperare i marchi di protezione dal valore che dovrebbero avere e che in alcuni è stato miseramente disperso in nome del profitto.

Il corso “Tecniche investigative per la garanzia della sicurezza alimentare e la tutela dei prodotti e dei marchi Dop, Igp, Doc e Docg” (Le attività e le procedure giuridico-ispettive per l’acquisizione degli elementi probatori e la riduzione dei tempi processuali nella lotta alle frodi ed alla pirateria agroalimentare)
si terrà a Roma dal 30 marzo al 3 aprile presso l’Auditorium Unicef di Via Palestro, 68

Per informazioni e iscrizioni:
Segreteria Organizzativa: Irvea (Istituto per la Ricerca e la Valorizzazione delle Eccellenze Agroalimentare)
tel +39 011 19567218
cell +39 347 4913924
e-mail: segreteria@irvea.org
website: www.irvea.org

Fonte: www.qualeformaggio.it

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