cieco

Falso invalido denunciato dal figlio e condannato

Due anni e sei mesi di carcere, pagamento di mille euro di multa oltre alle spese processuali

NOVENTA PADOVANA. È stato condannato a due anni e sei mesi di carcere, al pagamento di mille euro di multa oltre alle spese processuali, e al versamento di una provvisionale immediatamente esecutiva (un anticipo sul risarcimento) pari a 10 mila euro. Giancarlo Baldin, 75 anni, residente a Dolo nel Veneziano in via De Gasperi, all’epoca dei fatti abitante a Noventa Padovana. L’accusa? Truffa ai danni dell’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza che dall’agosto 2005 gli pagava una pensione di invalidità e un’indennità di accompagnamento di mille euro mensili. Il motivo? Una grave invalidità all’apparato visivo e a quello motorio che, in realtà, non sono risultate tanto gravi come dimostrato dall’esito del processo concluso con la sentenza di condanna pronunciata dal giudice monocratico di Padova Marina Ventura.

L’inchiesta penale, coordinata dal pubblico ministero Sergio Dini, aveva avuto un inizio singolare. Era stato il figlio maschio dell’imputato a trasmettere un esposto in procura denunciando che il genitore non era «ambliope grave» (l’ambliopia è un’alterazione della visione dello spazio).

Anzi aveva sostenuto che il padre ci vedeva quanto basta per zappare l’orto di casa e per andare a fare passeggiate da solo anche senza l’accompagnamento della badante. Il figlio aveva assoldato pure un investigatore privato, pronto a fotografare l’anziano in varie situazioni poco consone a una persona con gravi problemi alla vista. Foto che erano state allegate alla denuncia e inserite nel fascicolo penale.

Perché tanta acredine? Nel 2010, su richiesta del pensionato-disabile, il figlio era stato condannato dal tribunale civile di Padova a versare 300 euro al mese al genitore per contribuire al suo sostentamento in quanto quasi cieco e invalido all’80%.

Altri 300 euro erano stati riconosciuti in capo alla figlia che, tuttavia, non aveva voluto denunciare il padre, separato dalla moglie quando i due fratelli erano ancora molto piccoli.

 

di Cristina Genesin

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