Italia: 3,3 milioni di lavoratori in nero

Sono ben 3,3 milioni i lavoratori invisibili nel nostro Paese, persone totalmente sconosciute sia all’Istituto nazionale di previdenza sia al Fisco.

Le conseguenze per tali attività colpiscono in egual misura il datore di lavoro e lo stesso lavoratore in nero.

Nel caso in cui un dipendente abbia reso all’Inps o al Centro per l’Impiego la dichiarazione sul proprio status di disoccupato, il rischio è una condanna per reato di “Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico” ex art. 483 del Codice Penale.

Se poi, oltre ad aver dichiarato un inesistente stato di disoccupazione, il lavoratore in nero abbia percepito anche l’indennità di disoccupazione, il pericolo è vedersi addebitata l’indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ex art. 316-ter c.p., che può comportare il carcere o una multa.

La CSZ Investigazioni è in grado di accertare l’eventuale svolgimento di lavoro in nero da parte di un soggetto. La raccolta di prove in tal senso sarà certamente utile in sede giudiziaria a tutela del patrimonio familiare o aziendale.

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