L'illecito spionaggio contro la nostra Libertà

Dai Keylogger del 1970 agli SpyPhone del XXI secolo

– 1970 Keylogger sovietico
Nacque un nuovo modo di recepire segretamente le informazioni, quando le spie sovietiche intercettarono  le informazioni dell’ambasciata USA al Consolato di Mosca e S. Pietroburgo.
Uno strumento, che da allora avrebbe in seguito mutato progressivamente la modalità di catturare informazioni.
Nacque e venne utilizzato così, il primo Keylogger della storia.

Una vera e propria meraviglia dell’ingegneria antica. Piccoli e sottili impianti elettromeccanici provvisti di una serie di circuiti altamente sofisticati inseriti in una barra di metallo che ha percorso la lunghezza dell’intera macchina da scrivere, e resi allo stesso tempo, invisibili ad occhio nudo. Questo straordinario impianto, poteva essere identificato solamente tramite l’utilizzo  di specifiche apparecchiature a raggi X.  Esso era in grado di registrare la precisa posizione delle piccole macchine da scrivere Seletric usate per imprimere su carta, con l’eccezione di spazi, tabulazioni, trattini e backspace. Questi piccoli dispositivi possedevano la capacità di registrare ogni tasto  stampa, trasmettendolo in tempo reale alle spie sovietiche. 

Dal 1970 ad oggi il distacco temporale ha permesso di far evolvere  la tecnologia a livelli inauditi, rendendo i Keylogger più specifici, precisi e agevoli.

Purtroppo permettendo anche l’utilizzo ai meno esperti, con risultati  pericolosamente sorprendenti.

Fatto questo breve accenno:      

– Che cosa si intende per Keylogger moderno?
 Il richiamo a questa terminologia, fa riferimento ad uno strumento hardware chiamato Sniffing, ossia un’attività di intercettazione passiva dei dati che transitano nella rete telematica
I Keylogger sono in grado di intercettare e catturare segretamente tutto ciò che viene digitato sulla tastiera o, come approfondiremo successivamente per gli SpyPhone, tramite applicazioni messaggistiche, telefoniche, segnali di localizzazione GPS, videoregistrazioni, e molto altro ancora.
Deliberatamente per la sua ampia funzionalità, molte utenti usufruiscono purtroppo della sua vastità di ricerca, per avvalersi di informazioni private a discapito di utenti di cui si vogliono trarre informazioni senza la loro autorizzazione.

SpyPhone o software spia
Gli SpyPhone, o letteralmente chiamati “cellulari spia”, sono dei dispositivi dotati di  un particolare software interno in grado di analizzare e catturare da remoto, e nell’interesse di un’entità esterna, ogni genere di informazione.
Una funzionalità che affianca, nella sua caratteristica moderna, i vecchi  Keylogger sovietici del 1970.
Mediante l’utilizzo di un secondo e specifico cellulare, utilizzato illegalmente dall’interessato, il software installato nel cellulare spia, è in grado di captare e trasferire in tempo reale al cellulare di “comando”, chiamate, videochiamate, immagini, intere rubriche telefoniche, e messaggi tramite il dispositivo mobile o specifiche chat messaggistiche di varia natura (come Whatapp, Viber , Telegram o Skype).
Di norma, come d’altronde quasi tutti i dispositivi tecnologici, i software spia utilizzano la rete GSM (Global System Mobile Comunication). Gli stessi svolgono la funzione di microspie GSM ma utilizzano anche i segnali GPS, scattando anche fotografie da remoto per localizzare la precisa posizione del cellulare spia, e di conseguenza le attività condotte dalla vittima.

– Quali sono però, le circostanze in cui i Keylogger possono essere applicati legalmente?
Il controllo ambientale da remoto per l’osservanza dei propri beni materiali e non, viene considerato un’attività di sorveglianza lecita dalla legge in quanto preserva  i propri diritti di difesa contro chi possa invadere la nostra privacy domiciliare. Basti pensare alle comuni telecamere di video-sorvegliaza utilizzate di continuo per ovviare problemi, o sorvegliare e tutelare i minori presenti nella nostra abitazione.

Oggigiorno, è alto il pericolo di essere  perseguitati , spiati, e monitorati da un individuo esterno conosciuto o meno, visto l’ampio utilizzo della tecnologia moderna.
Gli indici di allarme possono essere scatenati dalle buone informazioni di aggiornamento che vengono misteriosamente trasferite dalla vittima ad un individuo esterno. Essere tempestati di chiamate, messaggi di avvertimento o previsioni di azioni e programmi condotti dalla “vittima”, è un possibile indice di avvertimento della presenza di un software spia installato sul proprio dispositivo.
E’ bene dunque in questo contesto, richiedere la previsione di una bonifica strumentale certificata, qualora si abbia anche il solo dubbio che la fonte della transizione dei messaggi derivi da un dispositivo mobile cellulare.
Possiamo considerare anche la possibilità di far eseguire una bonifica ambientale, qualora si pensi vengano utilizzati microspie-audio o video all’interno di una struttura.

– Analisi circuite per una bonifica totale specifica
L’indagine per la rimozione di un problema di questa portata non si rivela tra le più semplici. Una bonifica ambientale o strumentare richiede tempo e strategia oltre all’utilizzo di una strumentazione professionale, sia in ambito strumentale che ambientale.
Rilevatori infrarossi laser, analizzatori di spettro MK60, oscilloscopi SELEN, scanner analizzatori e quant’altro, vengono impregnati in una ricerca ben più che approfondita.

Per un problema apparentemente invisibile, il massimo, tra i migliori rendimenti.

CSZ Investigazioni

Con quale invalidità si ottiene la 104?

Con l’espressione L. 104 si intendono i benefici previsti dalla legge italiana per la persona che si trova in condizione di handicap. Si tratta di una cosa diversa rispetto all’invalidità civile. Le differenze tra legge 104 e invalidità civile sono queste:

  • l’invalido civile è un soggetto che, a causa di una malattia o menomazione, subisce una riduzione della sua capacità lavorativa in misura superiore a un terzo;
  • il portatore di handicap è una persona che, a causa di una menomazione o disabilità, versa in una condizione di svantaggio, trovandosi impedita nello svolgimento del suo ruolo sociale (che va considerato secondo il sesso, l’età, il contesto sociale e culturale cui l’interessato appartiene).

Spesso le due situazioni sono presenti nella stessa persona, e la legge consente che le procedure per il riconoscimento di esse vengano unificate. Pertanto, un individuo può essere riconosciuto invalido civile, ma non beneficiare della legge 104, perché perfettamente inserito nel suo contesto sociale; viceversa, una persona può non essere invalida civile, perché la sua capacità lavorativa non è ridotta in misura superiore a un terzo, eppure avere la legge 104, perché la sua malattia o menomazione le procura un significativo disagio sociale. La legge definisce il portatore di handicap un soggetto affetto da una minorazione fisica, psichica o sensoriale, che determina per lui una situazione di svantaggio sociale o di emarginazione, derivante da difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa. La minorazione può essere stabile o progressiva. Per la determinazione della percentuale di invalidità esistono delle apposite tabelle, nelle quali sono indicate una grande quantità di patologie e menomazioni: ad ognuna di esse è attribuito un punteggio. Quando in uno stesso soggetto coesistono più situazioni patologiche, si fa riferimento ad apposite formule, che consentono di calcolare la percentuale di invalidità nel caso specifico. Per la valutazione dell’handicap, invece, non vi sono tabelle. Infatti, si tratta di un giudizio complesso, che non riguarda soltanto le patologie e minorazioni dalle quali il richiedente è affetto, ma che coinvolge il contesto sociale e culturale nel quale egli ha vissuto e vive tutt’ora. Per questo la valutazione della condizione di handicap non può essere affidata a tabelle, ma deve tenere conto di diverse variabili da esaminare caso per caso.

Per aver dichiarato il diritto a beneficiare della legge 104 occorre sottoporsi a una visita da parte di una commissione medica presso l’ASL di competenza. All’interno della commissione è presente anche un medico dell’INPS, e, nel caso di patologie particolarmente complesse, anche di specialisti. Per avviare la procedura occorre, per prima cosa, recarsi dal proprio medico curante. Quest’ultimo compilerà e trasmetterà in via telematica all’INPS un certificato con la diagnosi. Al momento dell’invio del certificato, il sistema rilascerà una ricevuta con un numero di protocollo, che il medico consegnerà al paziente. A partire da questo momento in poi verranno avviate tutte le procedure necessarie al fine di ottenere i benefici della legge 104.

Per definire i benefici della L. 104 è necessario distinguere il riconoscimento dell’handicap in tre tipi:

  • non grave (per il quale non sono previste particolari agevolazioni);
  • in situazione di gravità;
  • in misura superiore ai 2/3.

Nel caso in cui l’handicap sia riconosciuto in situazione di gravità, i benefici sono:

  • il portatore di handicap o i familiari che lo assistono hanno diritto a permessi lavorativi retribuiti, per 3 giorni al mese;
  • possono essere rifiutati, da parte degli stessi soggetti, il trasferimento e il lavoro notturno;
  • è possibile richiedere un congedo straordinario retribuito, per un massimo di due anni nel corso della vita lavorativa;
  • i dipendenti pubblici hanno priorità nella scelta della sede;
  • sono previste agevolazioni fiscali per spese mediche e di assistenza specifica, e per l’acquisto di sussidi ed attrezzature.

Inoltre, può essere che all’handicap si accompagni la condizione di invalido civile. In presenza di invalidità civile, il soggetto potrà godere dei seguenti benefici:

  • se l’invalidità riconosciuta è superiore ai 2/3, l’interessato può aver diritto all’assegno ordinario d’invalidità (dovendo però possedere dei requisiti contributivi minimi);
  • se mancano i requisiti contributivi, in loro assenza, avrà diritto all’assegno d’invalidità civile, a condizione che la percentuale d’invalidità sia almeno del 74% e non oltrepassi i limiti reddituali che vengono stabiliti periodicamente;
  • se al soggetto viene riconosciuta l’inabilità per assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualunque attività lavorativa, egli ha diritto alla pensione d’inabilità, a condizione che possieda almeno 5 anni di contributi versati, di cui 3 anni nell’ultimo quinquennio e 5 anni di anzianità assicurativa;
  • se i suddetti requisiti contributivi mancano, se non supera i limiti reddituali ha diritto alla pensione per invalidi civili totali;
  • se il portatore di handicap è anche invalido al 100% ed ha difficoltà a compiere gli ordinari atti della vita, gli può essere riconosciuto un assegno di accompagnamento.

 

 

Tempestare l’ex di regali, chiamate e messaggi è stalking

La Corte di Cassazione si è pronunciata con la sentenza n. 35790/2018 in merito al ricorso di un uomo condannato per atti persecutori nei confronti della sua ex fidanzata. Nei suoi confronti era scattata la denuncia per stalking con una conseguente condanna confermata dalla Corte d’Appello. In tale contesto, anche i troppi regali indesiderati hanno assunto un’oggettiva portata molesta. Continua a leggere

La prova digitale

La prova digitale (o digital evidence) è il risultato di attività d’indagine volte sia all’identificazione dell’autore di crimini informatici, sia all’identificazione dell’autore di reati comuni, commessi col mezzo informatico e non, mediante l’impiego di procedure informatiche proprie della digital investigation. Continua a leggere

La dipendenza da gioco

La ludopatia è definita dal Ministero della Salute come: l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze.

I rischi derivanti da tale impulso includono la perdita incontrollata delle proprie risorse economiche (e/o di quelle familiari), il cambiamento delle proprie abitudini quotidiane (come lo studio e il lavoro) e, nei casi più estremi, il suicidio. Continua a leggere