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Porto Empedocle: ingaggiati Investigatori Privati per incastrare il Farmacista Terrana

Una vera e propria indagine privata con affidamento dell’incarico ad una agenzia specializzata in investigazioni. Un dossier completo fatto di prove, fotografie, intercettazioni, scontrini e farmaci consegnato alla procura della Repubblica di Agrigento.
E’ nata così l’inchiesta condotta dai carabinieri del Nas di Palermo che hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari, emessa dal Gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella nei confronti di sette persone: una è stata posta ai domiciliari, per tutti gli altri è stato applicato il divieto di dimora.
Ai sette indagati viene contestata l’associazione per delinquere, truffa, ricettazione, appropriazione indebita, abusivo esercizio della professione. L’indagine è stata condotta dai militari, con il coordinamento prima del sostituto procuratore Andrea Bianchi e poi di Carlo Cinque.
L’indagine del Nas ha portato alla luce, secondo quanto scrive il Gip nell’ordinanza, un gruppo di imprese operanti nel settore farmaceutico e parafarmaceutico, dedito alla “programmatica e strutturata commissione di truffe ai danni dello Stato, in particolare del Servizio sanitario nazionale”. La volontà della presunta organizzazione sarebbe stata quella di “incrementare il numero di farmaci per i quali ottenere il rimborso del servizio sanitario nazionale e ciò mediante la vendita -non autorizzata- di farmaci nei locali delle parafarmacie; mediante l’uso di ricette di comodo, ossia false certificazioni provenienti da medici convenzionati e pienamente consapevoli – prosegue il Gip- della falsità e della destinazione a rimborso non dovuto; e mediante ricettazione di farmaci, provenienti dall’appropriazione indebita, da cui trarre le fustelle da apporre alle false ricette oggetto di richiesta di rimborso”.
A capo della presunta organizzazione, secondo l’accusa, vi sarebbe stato il farmacista Mario Terrana che è stato posto agli arresti domiciliari. L’indagine avrebbe preso le mosse dopo la denuncia di altri farmacisti. Il provvedimento restrittivo riguarda il farmacista Mario Terrana, 61 anni, figura nota non solo a Porto Empedocle, indagato per associazione per delinquere, truffa aggravata e ricettazione aggravata, che è stato sottoposto agli arresti domiciliari con prescrizione dell’applicazione di procedure di controllo mediante appositi strumenti elettronici, in mancanza di consenso all’utilizzo del braccialetto elettronico si applicherà la misura della custodia cautelare in carcere.
Il divieto di dimora nei comuni di Agrigento e Porto Empedocle riguarda i medici di base Gino Montante e Andrea Savatteri, e i farmacisti Ninì Mirella Pace, Cinzia Venturella, Carmelinda Strazzeri e indagati per truffa aggravata nonché Michele Alletto, che da magazziniere è diventato “farmacista”.
Dunque, l’azione degli inquirenti è stata sollecitata da due farmacisti operanti nel territorio di Porto Empedocle stanchi di subire la concorrenza ritenuta oltremodo sleale di Mario Terrana. Ed infatti, i due farmacisti con attività in Porto Empedocle a pochi metri di distanza dalla farmacia di Terrana, si sono presentati in Procura depositando una denuncia – querela specificando che in Porto Empedocle era stata aperta la parafarmacia della Tekno Philias snc di Claudio Terrana, sita in quella via Gancini n.76 e che nella predetta parafarmacia, oltre all’esercizio lecito dell’attività di vendita di farmaci c.d. “da banco”, venivano altresì ceduti farmaci per i quali era richiesta apposita ricetta e la cui cessione, pertanto, era inibita alla parafarmacia ed inoltre che venivano ceduti anche farmaci contenenti principi attivi di sostanze considerate stupefacenti nonché sostanze dopanti.
I denuncianti evidenziavano quindi che la stessa struttura operava a tutti gli effetti come una vera e propria farmacia, con il concorso di Mario Terrana, titolare dell’omonima farmacia, sita a Porto Empedocle nella via Roma n. 86, padre di Claudio Terrana, amministratore e legale rappresentante della predetta società.
I querelanti, a riscontro delle proprie dichiarazioni, allegavano una corposa documentazione costituita, in primo luogo, dalle risultante investigative fornite da una regolare agenzia investigativa privata, munita di licenza prefettizia, ossia la Wolfe Servizi s.r.l, operante in Agrigento.
Dall’analisi di tali atti risulta che agenti, in incognito, di tale agenzia investigativa, si erano recati, numerose volte, nel corso del giugno e luglio 2012, presso la predetta parafarmacia, facendo richiesta, ai soggetti ivi presenti, di acquistare farmaci di varia natura, tra cui appunto anche contenenti sostanze stupefacenti.
Di fronte a tali richieste gli addetti alla parafarmacia non solo non opponevano alcun rifiuto, rappresentando l’impossibilità ad adempiere a tale richiesta, non essendo autorizzati in tal senso, ma addirittura, cedevano tali farmaci, agli investigatori privati, senza previa esibizione di alcuna ricetta o prescrizione di qualsivoglia natura.
Ma vi è di più. Gli investigatori infatti riferivano, anche tramite la predisposizione di apposita documentazione fotografica che attestava tutte le varie fasi descritte, che gli addetti della parafarmacia, dovendo comunque formalmente rilasciare uno scontrino fiscale agli acquirenti, provvedevano a “scaricare” un prodotto completamente diverso da quello effettivamente ceduto, facendo risultare peraltro la cessione ad un prezzo di molto inferiore rispetto a quello del farmaco ceduto.
Altro punto rilevante che veniva messo in evidenza nella denuncia era che, in alcune occasioni, la parafarmacia consegnava agli acquirenti uno scontrino fiscale recante l’intestazione di altra farmacia, ossia quella di Mario Terrana, odierno indagato (padre di Claudio Terrana), operante in Porto Empedocle.
Sin dall’inizio dell’indagine emergeva quindi come la parafarmacia Tekno Philias, si riforniva delle predette sostanze, da parte della farmacia di Mario Terrana, ottenendo, in tal modo, anche l’ulteriore vantaggio di rivendere i farmaci a prezzi ribassati rispetto a quelli della normale “concorrenza” commerciale delle altre farmacie.
In sede di querela, a riscontro di quanto ora detto, venivano anche allegate tutte le confezioni dei medicinali acquistati dall’agenzia investigativa con relativi scontrini.
Adesso la parola passa alla giustizia.

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