AssegnoMoglieNegato

Separazione, assegno negato alla moglie grazie all’adulterio scoperto dallo 007 pagato dal marito

23 maggio 2014

Il marito che sospetta di essere tradito può far seguire la moglie da un investigatore privato e usare le “prove” raggiunte dallo 007 nel corso del giudizio di separazione ai fini dell’addebito. Questa la decisione contenuta nella sentenza di Cassazione pubblicata ieri, la n. 11516.

Siamo a Bologna, in corte d’Appello, dove a una signora viene respinta la richiesta di un assegno di mantenimento perché il marito aveva provato la sua infedeltà anche tramite il ricorso ai tabulati telefonici, oltre che con foto e resoconto di un investigatore privato da lui incaricato.

La corte d’Appello ha ritenuto provata la relazione extraconiugale della donna, ritenendo tale relazione la causa della definitiva rottura del rapporto personale fra i coniugi.

007. Per la Cassazione, il ricorso alla relazione investigativa è del tutto legittima in caso di separazione così come peraltro nell’ambito del lavoro. Ecco l’elenco delle ultime sentenze, appunto in materia di lavoro, che lo ricordano: 20613/12; 12489/11; 3590/11;26991/09; 18821/08; 9167/03. Queste invece quelle in ambito familiare: 8512/06; 683/75.

La Corte ha deciso a favore dell’ex marito perché, anche soprattutto grazie al lavoro dell’investigatore, è stato provato che la relazione fosse precedente alla domanda di separazione.

Ma…La Corte di cassazione ricorda anche in tema di separazione giudiziale dei coniugi, si presume che l’inosservanza del dovere di fedeltà, per la sua gravità, determini l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, giustificandosi così, di per sé, l’addebito al coniuge responsabile, salvo che questo dimostri che l’adulterio non sia stato la causa della crisi familiare, essendo questa già irrimediabilmente in atto, sicché la convivenza coniugale era ormai meramente formale (Cassazione 2059/12; 25618/07).

In estrema sintesi: il tradito deve dimostrare la prova del tradimento mentre il traditore – se ne ha l’interesse, per esempio per richiedere un assegno di mantenimento – per evitare l’addebito, deve provare che l’adulterio sopravvenne in un contesto familiare già disgregato al punto che la convivenza era «mero simulacro».

Infine la Corte puntualizza che per contesto disgregato non è sufficiente citare litigi e l’abitudine di dormire in camere separate.

di Enrico Bronzo

FONTE

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentiti libero di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *