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Timbra il cartellino per il collega: lui condannato, l’altro assolto

Il primo aveva un precedente: per lui 22.500 euro di multa
Il secondo salvo grazie alla nuova normativa sui furti

PORDENONE – (c.a.) Due autisti si accordano per “timbrare il cartellino” e finiscono nei guai per 10,35 centesimi, somma equivalente a 1 ora e 36 minuti di lavoro. Chi ha ottenuto il favore è stato assolto grazie alla nuova norma sulla tenuità del fatto. Chi ha passato il badge prima che il collega si presentasse al lavoro, è stato invece condannato a 3 mesi e 75 euro di multa, sostituiti da una pena pecuniaria di 22.500 euro, perché aveva un precedente penale. Certo, il giudice Eugenio Pergola ha concesso il beneficio della sospensione condizionale, ma l’avvocato Marco Zucchiatti non ci sta e, una volta esaminate le motivazione della sentenza, intende presentare appello.

I protagonisti della vicenda sono Giuseppe Mior di Casarsa (assolto) e il collega Diego Turchet di Pordenone, entrambi dipendenti dell’Atap. Il 26 gennaio e il 2 febbraio del 2010 Mior fa strisciare il badge di Turchet facendolo apparire presente. Lui arriva poco dopo. In quelle due occasione “guadagna” 1 ora e 36 minuti. L’Atap denuncia la truffa, che in questi casi è aggravata dalla relazione di servizio. In sede sindacale si arriva a un accordo con i due autisti, l’ente ritira la querela, ma l’aggravante fa sì che il procedimento prosegua d’ufficio e si arriva al processo, cominciato il 14 aprile, dodici giorni dopo l’entrata in vigore dell’articolo 131 bis che prevede l’archiviazione per i fatti di particolare tenuità e che comincia ad essere utilizzato anche in sede processuale. Turchet, incensurato, viene prosciolto, il collega non riesce a evitare la condanna.

 

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