truffa

Dipendenti regionali indagati per truffa

La recente conclusione dell’indagine svolta nei confronti di ben quattordici dipendenti regionali del Friuli Venezia Giulia iniziata dal 2017 fa presupporre la possibilità di reato per truffa ai danni di ente pubblico e false attestazioni di presenza.
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falsa malattia

Padova, agente del carcere fa il pizzaiolo ma era in malattia con certificato

Sorpreso al lavoro “Dall’Imperatore” all’Arcella, in due anni ha totalizzato 200 giorni di assenza. Il pm Sergio Dini l’ha indagato per truffa

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legge 104

La Corte dei Conti del Veneto dichiara caccia ai “furbetti della 104”

L’attenzione della Corte dei Conti del Veneto, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario 2018, si è focalizzata sugli sprechi connessi all’utilizzo improprio dei permessi derivanti dalla legge 104/92. Tale legge concede ai dipendenti il diritto di tre giorni al mese di permesso retribuito per sé (in caso di invalidità) o per l’assistenza di parenti invalidi.

Sfortunatamente è molto frequente l’utilizzo di tali permessi a puro scopo privato e personale.

Considerando, dunque, l’importante numero dei “furbetti della 104” la Corte dei Conti del Veneto ha incentivato percorsi di indagine in merito all’applicazione di tale normativa all’interno di ambienti di lavoro pubblici e privati (uffici pubblici, scuole, aziende).

L’improprio utilizzo dei permessi previsti dalla legge 104 costituisce una grave violazione degli obblighi di un dipendente e, pertanto, tale filone d’indagine sarà perseguito sempre con maggiore severità a beneficio di chi si impegni, al contrario, di utilizzare tali permessi correttamente.

La CSZ Investigazioni possiede l’esperienza e gli strumenti necessari al fine di scovare i dipendenti scorretti. L’intervento dell’investigatore privato e la raccolta di prove in merito a tale questione potranno essere un elemento chiave di tali percorsi di indagine.

 

Ex coniuge accusata di impropriazione indebita

È recente la notizia di un’avvocata di Cittadella, in provincia di Padova, che spendeva l’assegno di mantenimento dell’ex marito, per la cura dei figli, in beauty farm ed altri negozi. La donna al momento è accusata di impropriazione indebita, poiché gli assegni di 3 mila euro mensili per il mantenimento della prole venivano utilizzati dalla stessa per tutt’altro.

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Patto di Non Concorrenza: cos’è e come funziona

Per tutelare il patrimonio aziendale, le aziende possono ricorrere al patto di non concorrenza, ossia una forma di “obbligo di fedeltà” nei confronti dell’impresa presso cui un lavoratore presta servizo. Continua a leggere