legge 104

La Corte dei Conti del Veneto dichiara caccia ai “furbetti della 104”

L’attenzione della Corte dei Conti del Veneto, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario 2018, si è focalizzata sugli sprechi connessi all’utilizzo improprio dei permessi derivanti dalla legge 104/92. Tale legge concede ai dipendenti il diritto di tre giorni al mese di permesso retribuito per sé (in caso di invalidità) o per l’assistenza di parenti invalidi.

Sfortunatamente è molto frequente l’utilizzo di tali permessi a puro scopo privato e personale.

Considerando, dunque, l’importante numero dei “furbetti della 104” la Corte dei Conti del Veneto ha incentivato percorsi di indagine in merito all’applicazione di tale normativa all’interno di ambienti di lavoro pubblici e privati (uffici pubblici, scuole, aziende).

L’improprio utilizzo dei permessi previsti dalla legge 104 costituisce una grave violazione degli obblighi di un dipendente e, pertanto, tale filone d’indagine sarà perseguito sempre con maggiore severità a beneficio di chi si impegni, al contrario, di utilizzare tali permessi correttamente.

La CSZ Investigazioni possiede l’esperienza e gli strumenti necessari al fine di scovare i dipendenti scorretti. L’intervento dell’investigatore privato e la raccolta di prove in merito a tale questione potranno essere un elemento chiave di tali percorsi di indagine.

 

visite fiscali

Nuove procedure di accertamento delle assenze per malattia

Il decreto n. 206 del 17 ottobre 2017 che entrerà in vigore a partire dal 13 gennaio 2018 stabilisce le nuove procedure di accertamento delle assenze per malattia e definisce nuovamente le reperibilità.

A partire da gennaio 2018 la visita fiscale potrà essere richiesta dal datore di lavoro o dall’Inps fin dal primo giorno di malattia, anche nei giorni festivi. Continua a leggere

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Quando l’uso dei permessi della legge 104 è reato

I benefici ben noti della legge 104 permettono al lavoratore di richiedere un permesso dal lavoro di tre giorni al mese, retribuiti, per assistere un familiare fino al secondo grado disabile o malato. Continua a leggere

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