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Dipendente infedele ‘ripuliva’ i videopoker: arrestata col fidanzato

Modena, 27 gennaio 2014 – UNA dipendente infedele e il suo compagno sono stati arrestati venerdì sera dai carabinieri di Modena con l’accusa di aver rubato ripetutamente nel bar dove lavorava la donna. I militari li hanno bloccati in flagranza contestando loro i reati di furto aggravato e continuato in concorso. Si tratta della barista 40enne A.G. e del suo convivente, il 43enne A.V., operaio con precedenti di polizia, entrambi italiani residenti a Modena.

LA COPPIA è stata ritenuta responsabile di una serie di furti in danno dei videopoker collocati all’interno di un bar del quartiere Sant’Agnese, dove la donna è assunta come barista. Già a partire del mese di dicembre, i proprietari del bar e il gestore dei videopoker si erano accorti di insoliti ammanchi dalle casse degli apparecchi, attribuendo inizialmente la circostanza a errori di calcolo, anche perché non avevano rilevato alcuna traccia di effrazione né sulle porte del bar né sulle macchinette.

Poi, col periodico ripetersi dell’accaduto, si sono concretamente insospettiti e hanno sporto denuncia contro ignoti. I militari dell’Arma hanno pertanto avviato un’attività investigativa che ha via via concentrato gli indizi di colpevolezza verso la barista. Ad incastrare del tutto la coppia sono stati i filmati di una microcamera piazzata nel locale, che hanno documentato alcuni dei ‘prelievi’ ed il modus operandi.
Tutto avveniva tra le 20 e le 20.30, in fase di chiusura, quando la donna rimaneva da sola nel bar. Il suo fidanzato la raggiungeva e, mentre lei faceva da palo davanti all’ingresso, lui apriva i videopoker con un’apposita chiavetta passpartout e asportava somme variabili tra i 150 e i 700 euro, per un totale di 3.000 euro circa.

RACCOLTE le prove, i Carabinieri sono intervenuti, bloccando la coppia subito dopo che aveva commesso l’ennesimo furto. Addosso ai due sono stati rinvenuti il passpartout e 336 euro appena trafugati. Dichiarati in stato d’arresto e trattenuti nelle celle di sicurezza, l’uomo e la donna sono stati processati per direttissima nella mattinata di sabato in tribunale a Modena. Ascoltata la loro ammissione di colpevolezza ed accolta la richiesta al patteggiamento, il giudice li ha condannati entrambi ad un anno e un mese di reclusione, con il beneficio della condizionale. Sono quindi liberi.

Fonte: il Resto del Carlino

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